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Al Ministro dell’Interno
Anna M. CANCELLIERI
Al Ministro Pubblica Amministrazione e
per la Semplificazione
Filippo PATRONI GRIFFI
Onorevoli Ministri,
CGIL, CISL, UIL, ACLI, e i Patronati aderenti al CEPA (Patronato ACLI, INAS CISL, INCA CGIL, ITAL UIL) da oltre cinque anni sono impegnati a fornire assistenza e consulenza ai cittadini stranieri che richiedono il rilascio o il rinnovo del loro titolo di soggiorno.
Il nostro impegno insieme a quello prodotto dalle Amministrazioni competenti, nel corso di questi anni è riuscito a ridurre, in talune realtà sensibilmente, i tempi di attesa per la chiusura del procedimento, riuscendo così a garantire a questi cittadini un servizio più adeguato.
Come tutti abbiamo apprezzato l’emanazione della Legge 183/2011, provvedimento teso a favorire la semplificazione dei procedimenti amministrativi, con la relativa facoltà di auto certificare stati, fatti e realtà personali già conosciute ed in possesso delle Amministrazioni Pubbliche, come un segnale importante volto al raggiungimento standard di elevata efficienza delle P.A., nonché di un rinnovato rapporto tra i cittadini e gli uffici amministrativi.
Un nuovo rapporto che deve ovviamente comprendere nella platea degli interessati e beneficiari anche i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese.
Ma, a quanto ci risulta, a corredo di questa importante innovazione legislativa, non sono state contemporaneamente definite in modo completo quelle procedure di dialogo informatico tra le banche dati delle varie Amministrazioni coinvolte.
Questo ritardo per quanto riguarda la gestione delle pratiche inerenti il rilascio/rinnovo dei titoli di soggiorno rischia di mandare in affanno tutto il sistema.
Ciò in ragione del fatto che pur consentendo ai cittadini stranieri di fornire l’autocertificazione in luogo della documentazione richiesta dalla nostra normativa sull’immigrazione, in assenza di colloquio tra le Banche dati della Pubblica Amministrazione, le Questure sono costrette a richiedere tramite i canali normali alle Amministrazioni deputate il riscontro delle informazioni fornite tramite autocertificazione.
Inoltre, i cittadini stranieri risultano esclusi da questo processo di semplificazione divenendo soggetto di prassi disomogenee e contraddittorie applicate loro dalla P.A. In particolare, la Circolare del Ministero degli Interni del 24/1/2012 ha di fatto dato luogo ad un conflitto procedurale i cui effetti ricadono sui cittadini stranieri richiedenti i rinnovi dei permessi di soggiorno, i nulla osta al ricongiungimento familiare, la cittadinanza italiana.
Pertanto, una norma dettata dalle migliori intenzioni sta creando disagi proprio verso coloro che dovevano ottenere benefici divenendo fonte di pesanti ritardi e confusione sulla concessione delle istanze in favore dei cittadini immigrati.
Onorevoli Ministri,
proprio al fine di scongiurare che questi ritardi ricadano su questa parte di cittadini, già chiamati negli ultimi giorni per queste pratiche a pagare un contributo economico aggiuntivo, da parte nostra giudicato non equo ed ingiustificato,
Vi chiediamo di intervenire congiuntamente;
per trovare immediatamente una soluzione che elimini da subito questa incongruenza che sta determinando questi disagi; continuando a lavorare nel frattempo affinché i programmati collegamenti informatici tra le varie amministrazioni vengano realizzati nei tempi più celeri possibili.
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Il Segretario Confederale CGIL Vera LA MONICA
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Il Segretario Confederale CISL Liliana OCMIN
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Il Segretario Confederale UIL Guglielmo LOY
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Il Presidente ACLI Andrea OLIVERO
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Il Presidente Patronato ACLI Fabrizio BENVIGNATI
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Il Presidente INAS CISL Antonino SORGI
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Il Presidente INCA CGIL Morena PICCININI
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Il Presidente ITAL UIL Gilberto DE SANTIS
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Tassa e durata permessi soggiorno oggi in Consiglio dei Ministri
Il Governo orientato a mantenere gli importi della tassa, ma ad allungare la durata dei permessi di soggiorno. Cgil,Cisl, Uil hanno chiesto al Governo di ritirarla e di recuperare le risorse dalla ratifica della direttiva 52 che sanziona i datori di lavoro che utilizzano lavoro nero etnico.
Roma, 24 febbraio 2012 - (redazionale) – In una intervista rilasciata ieri all’agenzia AdnKronos, il sottosegretario all’Interno Saverio Ruperto, ha spiegato che la partita dei permessi di soggiorno verrà inserita come emendamento al decreto sulle semplificazioni, nel corso del Consiglio dei Ministri che si terrà oggi a partire dalle ore 15.00. Di fronte alla ferma richiesta dei sindacati di ritirare quella che considerano un balzello iniquo, imposto – tra l’altro - a fronte di un cattivo servizio reso, il governo ha ripiegato sulla scelta alternativa di allungare la durata dei permessi di soggiorno, di quanto ancora non è dato sapere.
Attualmente, la tassa entrata in vigore lo scorso 30 gennaio, in applicazione di una disposizione contenuta nella legge 94/2009 (pacchetto sicurezza), prevede un pagamento aggiuntivo di 80 € per i permessi di durata fino ad un anno; 100 € per quelli da 1 a due anni e 200 € per quelli di durata superiore a 2 (attualmente i permessi di soggiorno di lungo periodo). Va ricordato che una tassa di 200 € per richiesta di cittadinanza è già in vigore dal 2009.
Probabilmente il decreto si limiterà a spalmare gli stessi importi su archi di tempo più lunghi, forse doppi. A quelle cifre, naturalmente, vanno aggiungi i 72,5 € che già si pagavano prima del 30 gennaio. Per una famiglia di 4 persone, questo attualmente significa un esborso – se il permesso è tra 1 e due anni – di 690 €.
La tassa "deve essere valutata in un quadro europeo più ampio – ha commentato Ruperto - perché in altri Paesi il costo per rinnovare i permessi raggiunge cifre molto elevate. Dunque l'Italia sta facendo un sforzo molto positivo in questo senso" per venire incontro alle esigenze degli immigrati”.
Va ricordato che fin da gennaio, quando i dispositivi per rendere applicabile la tassa sono approdati in Gazzetta Ufficiale, Cgil,Cisl, Uil hanno chiesto al Governo di ritirarla e di recuperare le risorse che verrebbero a mancare all’Erario dalla ratifica della direttiva 52 che sanziona i datori di lavoro che utilizzano lavoro nero etnico. Per appoggiare questa richiesta, si sono tenuti sit in ed incontri in prefettura in oltre 50 città.
Tra le novità positive annunciate nel provvedimento che va al vaglio del Governo oggi, verrebbe introdotto un permesso di durata illimitata per chi potrà dimostrare di avere un reddito stabile e di essere pienamente inserito nel contesto sociale. Se venisse approvato, questo significherebbe un anticipo del permesso di soggiorno di lunga durata (ex carta di soggiorno), attualmente richiedibile solo dopo 5 anni di regolare residenza in Italia.
Sarà anche possibile presentare la domanda direttamente dal computer, per chi è in possesso di posta certificata, saltando ilpassaggio delle Poste. In questo caso, però, non avrebbe senso pagare i 27,50 € oggi a quell’azienda.
Altra importante novità in vista: il raddoppio della durata del permesso di soggiorno per ricerca di occupazione, ed il rinnovocomunque a chi gode di entrate da ammortizzatori sociali (comprese indennità di mobilità e di disoccupazione). E’ questastata a lungo una richiesta della UIL e del mondo sindacale, anche perché in tempi di crisi è difficile trovare lavoro per chi loperde ed il rischio è di scivolare sulla brutta china della clandestinità ed assenza di diritti.
Intanto, arrivano cattive notizie dal fronte semplificazione. Un decreto del 24 gennaio scorso proveniente dal Viminale ha precisato che gli immigrati sono esclusi dalla legge di semplificazione amministrativa e dalla possibilità di autocertificazione. Questo e la difficoltà di dialogare tra le banche dati della Pubblica Amministrazione rischia di portare alla paralisi tutta la procedura di rinnovi dei permessi. In un incontro tenuto tra patronati e funzionari del Viminale oggi, si è saputo che in un prossimo decreto si sposterà di un anno l’entrata in vigore dell’autocertificazione per gli stranieri, in modo da dare tempo ai sistemi informatici delle diverse amministrazioni di attivare le procedure di dialogo.
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